giovedì 13 marzo 2008

POESIE

AMORE VIVO di Antero de Quenta Se devi amarmi fallo, ma per nient'altro che puro amore, non dir mai: "per l'aspetto l'amo, per il suo sguardo e per il suo parlar gentile, o perche' il suo pensare ben si accorda al mio, e certo mi procuro' in quel giorno un senso di piacere" da se, queste cose, amore, possono cambiarsi, o cambiarsi per te: e l'amor nato cosi' cosi' potrebbe essere distrutto. Non mi amar mai per la tua dolce pieta' che le mie gote asciuga: il pianto puo' scordar una creatura che tedia il tuo eterno conforto, e l'amor tuo percio' perde! Ma amami sol per puro amore, che sempre tu amerai, per l'eternita' d'amore.

POESIE

C'E' FRA VOI CHI CERCA LA COMPAGNIA DELLE PERSONE LOQUACI PER TIMORE DELLA SOLITUDINE. IL SILENZIO DELLA SOLITUDINE SVELA INFATTI AI LORO OCCHI LA LORO NUDA ESSENZA, COSA DALLA QUALE RIFUGGONO. E VI SONO QUELLI CHE PARLANO, E SENZA CONSAPEVOLEZZA NE' PREVEGGENZA, RIVELANO UNA VERITA' CHE SONO I PRIMI A NON CAPIRE. E VI SONO COLORO CHE HANNO LA VERITA' DENTRO DI SE', MA NON LA ESPRIMONO A PAROLE. KAHLIL GIBRAN

POESIE DEDICATE

Senza di te
sarei come musica senza melodia
come stella senza luce
come un'alba senza sole
come l'orizzonte senza l'azzurro del cielo.
Vorrei essere per te
lo spartito su cui scrivere a quattro mani
il canto della nostra vita;
vorrei essere come il sole
per riscaldarti il cuore nel freddo delle tue giornate;
vorrei essere per te
la fresca brezza del mattino
per accarezzare il tuo volto e giocare con i tuoi capelli;
vorrei essere la luna
per poterti guardare da lassu',
mentre verso l'alto volgi lo sguardo
affidando al cielo i tuoi sogni.
Vorrei essere per te come il mare in tempesta
che spazza via dalla riva della tua anima
i relitti che la vita ti ha lasciato;
vorrei essere per te
il cuscino su cui trovi riposo e calore,
su cui posare i tuoi desideri;
su cui versare le lacrime sapendo
che saranno ascoltate.
Vorrei essere per te
quel pozzo della felicita'
che fa sorridere i tuoi occhi,
fa volare la fantasia,
ti solleva dalla realta' e
anche se solo per un attimo
dona gaudio alla tua anima.
......non so se lo sono
ne' se lo saro'
pero' sappi che lo vorrei.......
PABLO NERUDA
TOGLIMI IL PANE , SE VUOI,
TOGLIMI L'ARIA, MA
NON TOGLIERMI IL TUO SORRISO.
NON TOGLIERMI LA ROSA,
LA LANCIA CHE SGRANI,
L'ACQUA CHE D'IMPROVVISO
SCOPPIA NELLA TUA GIOIA,
LA REPENTINA ONDA
D'ARGENTO CHE TI NASCE.
DURA E' LA MIA LOTTA E TORNO
CON GLI OCCHI STANCHI,
A VOLTE D'AVER VISTO
LA TERRA CHE NON CAMBIA,
MA ENTRANDO IL TUO SORRISO
SALE AL CIELO CERCANDOMI
ED APRE PER ME TUTTE LE
PORTE DELLA VITA.
AMOR MIO, NELL'ORA PIU' OSCURA
CHE SGRANA,
IL TUO SORRISO, E SE D'IMPROVVISO
VEDI CHE IL MIO SANGUE MACCHIA
LE PORTE DELLA STRADA
RIDI, PERCHE' IL TUO RISO
SARA' PER LE TUE MANI
COME UNA SPADA FRESCA.
VICINO AL MARE, D'AUTUNNO,
IL TUO RISO DEVE INNALZARE
LA SUA CASCATA DI SPUMA,
IL FIORE AZZURRO, LA ROSA
DELLA MIA PATRIA SONORA.
RIDITELA NELLA NOTTE,
DEL GIORNO, DELLA LUNA, E IN PRIMAVERA, AMORE,
VOGLIO IL TUO RISO COME
IL FIORE CHE ATTENDEVO,
RIDITELA DELLE STRADE
CONTORTE DELL'ISOLA,
RIDITELA DI QUESTO ROZZO
RAGAZZO CHE TI AMA,
MA QUANDO APRO GLI OCCHI
E GUARDO E LI RICHIUDO,
QUANDO I MIEI PASSI VANNO,
QUANDO TORNANO I MIEI PASSI
NEGAMI IL PANE, L'ARIA,
LA LUCE, LA PRIMAVERA, MA IL TUO SORRISO MAI,
PERCHE' IO NE MORREI

mercoledì 12 marzo 2008

MUSICA

PABLO NERUDA

PABLO NERUDA Se un giorno il tuo cuore si ferma, se qualcosa smette di bruciare per le tue vene, se la voce dalla bocca ti esce senza divenire parola. Se le tue mani si scordano di volare e si addormentano. Matilde, amore, lascia le tue labbra socchiuse, perche' quel tuo ultimo bacio deve durare con me, deve restare immobile per sempre sulla tua bocca, perche' cosi accompagni anche me nella mia morte. Moriro' baciando la tua folle bocca fredda, abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo, e cercando la luce dei tuoi occhi serrati. E cosi' quando la terra ricevera' il nostro abbraccio andremo confusi in una sola morte a vivere per sempre l'eternita' di un bacio.

PABLO NERUDA

QUI TI AMO di

PABLO NERUDA

Qui ti amo, qui ti amo,

negli oscuri pini si districa il vento.

Brilla la luna sulle acque erranti.

Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.

Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.

A volte una vela.

Alte, alte stelle

o la croce nera di una nave.

Solo.

A volte albeggio,

ed e' umida persino la mia anima.

Suona, risuona il mare lontano.

questo e' un porto

Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde

Ti sto amando anche tra queste fredde cose.

A volte i mie baci vanno su quelle grandi navi gravi,

che corrono per il mare verso dove non giungono.

Mi vedo gia' dimenticato come queste vecchie ancore.

I moli sono piu' tristi

quando attracca la sera.

La mia vita s'affatica invano, affannata.

Amo cio' che non ho.

Tu sei cosi' distante.

La mia noia combatte con i lenti crepuscoli.

Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.

La luna fa girare la sua pellicola da sogno.

Le stelle piu' grandi mi guardano con i tuoi occhi.

E poiche' io ti amo, i pini nel vento

vogliono cantare il tuo nome

con le loro foglie di filo metallico.

POESIE

L'ALBATRO
di Charles Baudelaire
Spesso, per divertirsi,
gli uomini d'equipaggio
catturano gli albatri,
grandi uccelli dei mari,
che seguono,
indolenti compagni di viaggio,
il vascello
che va sopra gli abissi amari.
E li hanno appena posti sul ponte della nave,
che inetti e vergognosi,
questi re dell'azzurro,
pietosamente calano
le grandi ali bianche,
come dei remi inerti,
accanto ai loro fianchi............